24 Agosto 2018 Comments(0)

    La Luce

    Questo è, forse, il mio primo racconto in assoluto. sono felice di condividerlo con voi.

     

    La luce

    Il vento premeva contro l’impermeabile, freddo e insistente.
    Camminava in una strada completamente deserta, dove il solo rumore era quello delle foglie tormentate dal vento. Le case ai bordi della strada, spente, morte, strisciavano via nella loro immobilità. Erano solo lui e i suoi pensieri. Pensieri importanti, pensieri futili, pensieri di una vita.
    Proseguendo, arrivò sotto il lampione la cui luce era intermittente e, forse, tra poco, si sarebbe spenta.
    Si fermò.
    Non sapeva il motivo, ma quello strano lampione, diverso da tutti gli altri, lo faceva sentire a suo agio. Vi si appoggiò con la schiena e chiuse gli occhi. Provò un legame ancora più forte con quel semplice palo ricurvo: percepire la sua intermittenza attraverso le palpebre chiuse era come coglierne l’essenza, un vedere oltre. Riusciva a sentirlo ondeggiare al vento, accompagnarlo nelle raffiche ora impetuose, ora delicate.
    La luce iniziò a guidare i suoi pensieri. Un lampo, e un ricordo nasceva limpido e vivo nella sua mente; il buio, e tutto spariva per lasciare il posto al ricordo successivo.

    Incantato.
    Così rimase la prima volta che la vide. Non ne fu attratto solo fisicamente. Pur non conoscendola, sentiva un legame, qualcosa di inesplicabile, come una forza che li avvicinasse. Senza pensare troppo, andò da lei e la salutò, semplicemente, come la cosa più naturale del mondo. Quella voce… la dolcezza che esprimeva… la felicità che infondeva… Provò così tante emozioni da poter trascorrere il resto della vita solo a ricordare. E le ricordava tutte.

    Un raggio di sole entrava dalla finestra e il riflesso illuminava la cucina di una tonalità irreale, impalpabile. Lisa, sua moglie, stava preparando la colazione. Si erano sposati due anni dopo il loro primo incontro.
    Le si avvicinò da dietro senza farsi sentire e la strinse a sé. Lisa non si spaventò. Come poteva? Il loro amore la tranquillizzava, la proteggeva, la rafforzava continuamente. La tenne stretta fra le braccia, assaporava il suo odore, il suo calore. Un bacio sul collo, un brivido per il corpo, la sensazione sempre più forte di appartenersi, di essere una cosa sola.

    Sala d’attesa. Notte.
    A pochi metri da lui, in sala parto, Lisa stava per dare alla luce il loro primo figlio. Non riusciva a stare seduto, e l’ansia dell’attesa era una vera tortura. Non faceva altro che camminare intorno alla stanza, ora in un verso, ora in un altro.
    Quando lo chiamarono, il tempo perse ogni oggettività. Davanti al vetro, con l’infermiera che teneva in braccio il bambino, rimase immobile forse un minuto, un’ora, una vita… la vita di suo figlio che stava per spegnersi, prima ancora di essere iniziata, a causa di una complicazione al cuore…

    Gli occhi ancora chiusi. Il vento lo schiaffeggiava senza pace. Sentì un rumore metallico, un rumore accentuato dal contatto con il lampione.

    Nel momento più difficile della loro vita, avevano l’unica cosa che gli permettesse di continuare: essere insieme. L’amore che erano pronti a dare al proprio figlio, divenne amore da donarsi, come un fiume in piena che porta altra acqua ad un oceano, ma rende fertili le terre che attraversa.

    Toccò la cosa di metallo che aveva nella tasca dell’impermeabile e la tenne in mano, in attesa ma deciso.

    – Cara?
    – Tesoro, ciao. Sono appena tornata a casa, ho fatto un po’ di spesa. Ma… è successo qualcosa?
    – Da come parli sembra che ti telefono solo se ci sono problemi.
    – Che dici! È solo che dalla tua voce ho avuto questa impressione.
    – No, stai tranquilla. Ascolta, l’auto non ne vuole sapere di partire, così ho pensato che potevi venire a prendermi e, prima di cena, potevamo andare a bere qualcosa in quel localino che ti piace tanto.
    – Si, è un’ottima idea, tesoro, vengo in un attimo. Ah, caro, non ingannare il tempo con le tue colleghe, intesi?
    – Ti amo da impazzire, anima mia.
    – Anch’io… tanto… Ci vediamo tra un po’.
    – Ok, ti bacio.
    – Ciao.

    Adesso non aveva altro da attendere. Lei non era mai arrivata, morta in un incidente quel mercoledì sera. Aprì gli occhi. Alzò il braccio. Il pugno stretto, quasi aggrappato all’impugnatura della pistola.
    La luce si spense… per sempre.

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